CURIOSITÀ ROMANE
IL "CAFFÈ" PIÙ ANTICO DI ROMA
a cura di Willy Pocino


Il "Caffè Greco" di Via dei Condotti, il più antico e illustre di Roma (e d'Italia dopo il "Florian" di Venezia), le cui "Cronache" furono descritte da Diego Angeli sul "Marzocco" nei primi anni del secolo scorso (e poi raccolte in volume nel 1930), risale al 1760, ad un tal "Nicola di Maddalena caffettiere, levantino", donde il nome del locale riferito alla sua nazionalità. Il famoso "Caffè" esisteva però con probabilità già da alcuni anni. Pur senza citarlo esplicitamente, Giacomo Casanova nelle sue celebri "Memorie" ricorda, infatti, che nel 1743, quando era al servizio del cardinale Troiano Acquaviva (e, secondo lui, anche della sua bella nipote), entrò insieme ad alcuni amici romani nel "Caffè di strada Condotta". Ma il primo documento ufficiale risale proprio al 1760. Si tratta di una nota del censimento di quell'anno contenuta nel "Libro dello Stato delle Anime della Parrocchia di S. Lorenzo in Lucina (conservato nell'Archivio del Vicariato) in cui risulta il nome di "Nicola di Maddalena, greco". Dal sor Nicola il "Caffè" passò ai Carnesecchi, poi, ai primi dell'800, ai Salvioni e successivamente ai Frezza. Nel 1873 il famoso locale divenne proprietà di Giovanni Gubinelli ai cui eredi è rimasto ininterrottamente fino al 1999, quando venne acquistato da una società per azioni (amministratore delegato dott. Lucio Jozzi). La notorietà del "Caffè Greco" ebbe inizio nel 1779 quando cominciò ad essere frequentato da Johann Wilhelm Tischbein, Karl Philipp Moritz e Wolfgang von Goethe divenendo ben presto luogo preferito d'incontri di artisti germanici, tanto che lo scrittore Johann Jakob Wilhelm Heinse ne propose la denominazione di "Caffè Tedesco". Ma il XIX secolo fu l'epoca d'oro del celebre locale; e di quel periodo conserva ancora il tipico aspetto oltre alle opere numerosissime di artisti italiani e stranieri che lo frequentarono e di cui sono tappezzate le pareti di tutti gli ambienti. Il "Caffè", infatti, può essere considerato un piccola ma originalissima galleria d'arte. Vi si ammirano opere di autori famosi, tra cui Antonio Mancini, Ippolito Caffi, Onorato Carlandi, Franz Ludwig Catel, Enrico Coleman, Alessandro Faure, Angelica Kauffmann, Jakob Philipp Hackert (attr.), Massimo D'Azeglio, Nino Costa, Vincenzo Camuccini. Del celebre locale furono ospiti regnanti e principi della chiesa, quali Luigi I di Baviera e Gioacchino Pecci (il futuro papa Leone XIII); letterati, poeti e scrittori, tra cui Hans Christian Andersen, René de Chateaubriand, Giacomo Leopardi, Adam Mickiewicz, Gabriele D'Annunzio, Nathaniel Hawthorne, Nicolaj Gogol, Henri Beyle (Stendhal), Hippolyte Tayne, Carlo Goldoni, George Byron, Percy B. Shelley, Henry James, Mark Twain; pittori e scultori quali (oltre agli autori delle opere sopra citati), Jean Baptiste Corot, Friederich Overbeck, Antonio Canova, Orazio e Carlo Vernet, Jean A. Ingres, Berthel Thorvaldsen, Anselm Feuerbach, Henry Regnault; numerosi musicisti, tra cui Franz Liszt, Hector Berlioz, Goerge Bizet, Gioacchino Rossini, Jacob Mendelssohn, Giovanni Sgambati, Arturo Toscanini, Charles Gounod, Richard Wagner. Nel 1953 il Ministro della Pubblica Istruzione in base alla legge n. 1089 del 1939, con decreto n. 189249 sottoponeva il Caffè Greco a "vincolo" perché, come si legge nella motivazione, il locale "più volte abbellito con decorazioni e cimeli di interesse storico ed artistico, costituisce oggi un vario e pregevole esempio di pubblico ritrovo sviluppatosi, attraverso due secoli di vita, per la ininterrotta consuetudine da parte di artisti di ogni paese di frequentare le sue ospitali e raccolte salette, avendo rappresentato in Roma, per circa duecento anni, un centro di vita artistica universalmente noto". E ancora oggi esso continua ad essere meta preferita di artisti e letterati di ogni parte del mondo. In una saletta appositamente riservata (in fondo all'"Omnibus", come è abitualmente detto il lungo corridoio che vi immette), ogni primo mercoledì del mese si riunisce il "Gruppo dei Romanisti" (studiosi di Roma) per discutere e possibilmente contribuire a risolvere qualcuno dei molti problemi dell'Urbe. Ed ivi lo scorso 7 giugno il noto Gruppo culturale ha avuto l'onore di ricevere il Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, il quale ha rivolto al benemerito sodalizio parole di sincero compiacimento per l'attività che, da oltre cinquant'anni, disinteressatamente svolge in favore della città.